Qual’é lo scopo e il terreno di gioco della Fondazione Gualtiero Marchesi?
Partire dai ragazzi e prepararli al bello fin dall’ età prescolare, coltivandone il gusto per tutte le arti attraverso dei corsi di musica, di pittura, di scultura, dei laboratori teatrali e culinari.
Scoprire la verità di un sapore richiede la stessa attenzione e il medesimo slancio che accompagna l’ascolto della musica, la conoscenza di uno strumento, l’uso del disegno, l’abbandono al gesto teatrale.
Accanto a questa sorta di nido d’arte, la Fondazione Gualtiero Marchesi si occuperà anche degli adulti, in particolar modo dei cuochi che hanno già iniziato un loro percorso lavorativo o che, magari, sono appena usciti dai corsi di formazione di Alma, la Scuola internazionale di Cucina italiana.
A questi, che hanno già imparato a cucinare, si prospetta il passo successivo, quello più arduo per il quale è indispensabile la presenza di un maestro: l’apertura ad una visione creativa.
La creatività è qualcosa di diverso rispetto alla maestria. Ci sono persone bravissime che non creano né creeranno mai nulla. La questione di fondo è un’altra. Capire cosa significhi creare, allenando lo spirito a quel salto che distingue, nei momenti di grande libertà, una grande esecuzione da un un’opera d’arte.
«I bravi esecutori riescono a interpretare secondo la propria sensibilità i grandi repertori – precisa Gualtiero Marchesi, presidente della Fondazione - i cuochi creativi come gli artisti a creare qualcosa che duri, diventando un punto di riferimento e di confronto per gli altri.
«Chi partecipererà ai master della Fondazione potrà approfondire insieme a dei docenti artisti quanto di creativo esista in un pensiero culinario veramente libero».




